DIARREA E "VENDETTA DI MONTEZUMA" - Quanto è importante saper riconoscere la differenza?

DIARREA E "VENDETTA DI MONTEZUMA" - Quanto è importante saper riconoscere la differenza?

Con il termine "diarrea" si intende genericamente un'emissione di feci inconsistenti e che avviene tendenzialmente a più riprese nell'arco della giornata: la diarrea è un sintomo e come tale va sfruttato a vantaggio di una corretta diagnosi per una pronta ripresa.

La diarrea del viaggiatore, anche conosciuta come "vendetta di Montezuma", è così chiamata perchè generalmente ne vengono affette le persone che viaggiano in paesi in cui le condizioni sanitarie, nonchè lo stato di conservazione degli alimenti, sono precarie: in queste situazioni la probabilità di ingerire batteri e virus dannosi per il nostro organismo si alza, aumentando il rischio di enterite virale (più comunemente conosciuta come influenza intestinale), gastroenterite ed altri disturbi derivanti dalla disbiosi intestinale. Oltre alle scariche diarroiche, la diarrea del viaggiatore può portare con sè altri sintomi quali crampi addominali, febbre e vomito, che possono contribuire ad accentuare la disidratazione. Nella maggior parte dei casi la sintomatologia dura circa 2 o 3 giorni e, comunque, meno di 2 settimane (periodo oltre il quale viene definita diarrea cronica): qualora il disturbo si prolungasse, i dolori si esacerbassero o se si notassero sangue, muco o pus nelle feci occorrerebbe eseguire dei controlli approfonditi e più urgenti, in quanto potrebbe trattarsi di dissenteria che, sebbene spesso venga confusa per diarrea acuta, può nascondere un quadro più severo.

In caso di diarrea acuta occorre prestare grande attenzione all'idratazione unitamente ad un'alimentazione costituita da cibi che aiutino a rimineralizzare l'organismo e magari dotati di un'azione costipante, quali:
- pasta in bianco o riso;
- pesce bollito o al vapore;
- carni bianche ai ferri (pollo, tacchino, coniglio);
- mele e banane;
- patate lesse.
Sarebbe meglio altresì evitare alimenti ricchi di fibre, quali legumi, frutta e verdura cotta, pane e riso integrali, perchè coadiuvano il transito intestinale; evitiamo bevande alcooliche perchè disidratanti, il caffè perchè lassativo e bibite gasate e zuccherate che possono aumentare il meteorismo.

Sebbene il consiglio più valido resti sempre quello di consultare il proprio medico, in un quadro più realistico la persona affetta da diarrea vorrà metter fine ai sintomi: in questi casi si può ricorrere ad un farmaco antidiarroico come Imodium (Loperamide cloridrato); molto utile per il riequilibrio della flora batterica l'assunzione di fermenti lattici vivi come quelli contenuti in Yovis ed in Prolife.

Non esiste nessuna cornucopia per contrastare la diarrea, ma si possono seguire delle norme igienico-sanitarie che aiutaranno indubbiamente ad abbassarne il fattore di rischio:
- mangiare cibi ben cotti;
- usare acqua in bottiglia anche per lavarsi i denti;
- lavare accuratamente frutta e verdura;
- lavarsi accuratamente le mani (da non dimenticare, soprattutto in pieno periodo Covid-19, una delle più grandi epidemie degli ultimi secoli).

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